MVP di diritto, Rose è stato indomabile contro Atlanta, aggiungendo un altro sigillo alla sua carriera, il più altro punteggio personale in questa fase di campionato con 44 punti, che hanno segnato anche il parziale di 2-1 dei Bulls contro i rivali in merito al 99-82 sul Hawks in gara 3. Rose è stato determinante già dall’apertura della gara, gestendo la gara anche in modo tattico. Un’altra gara che ha portato il pubblico a intonare nuovamente "MVP! MVP!". Teague è stato quello che inciso di più sul fronte di Atlanta, segnando 21 punti, ma non è stato abbastanza contro la furia di D-Rose. Autore di 16 dei 27 tiri dal campo, tra cui quattro triple, elargendo anche sette assist e cinque rimbalzi. Rose si è mosso così velocemente in alcuni frangenti, che gli Hawks non sono stati in grado di interpretare le sue mosse. Dopo aver lottato per estromettere Indiana nella prima fase, la sconfitta contro Atlanta sembrava un brusco risveglio, invece è stata una ulteriore scossa per le ambizioni di Chicago, con i Bulls tornati ad assomigliare alla squadra che ha vinto 62 partite durante la stagione regolare. Rose ha ancora una volta calamitato le attenzioni, ma la panchina di Chicago ha giocato un ruolo chiave nel secondo trimestre. E tutti si sono fatti notare, portando i Bulls sul parziale 47-34, con 18 rimbalzi offensivi. Tra gli Hawks, team che non aveva giocato una partita di playoff di questo livello in casa dal lontano 1997, poco incisivo è stato Al Horford con 10 punti. Anche Joe Johnson sempre con 10 e Jamal Crawford con 7 non hanno dimostrato un grande potenziale. Ma ha pesare è stato comunque e soprattutto Rose, che durante la gara è come se rappresentasse da solo una squadra, unita a le bocche di fuoco dei Bulls. | |
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sabato 7 maggio 2011
Rose inarrestabile rialza i Bulls
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